Vecchie fotografie dello Stallino nel 1970

Nei primi anni Settanta il Chianti era molto diverso da come si presenta oggi. Ancora scosso dalla Seconda Guerra Mondiale, una popolazione povera cercava una sistemazione migliore nelle città. Case di pietra abbandonate punteggiavano i versanti dlle colline a oliveta, vestigia dell’antico sistema di condivisione dei beni rurali chiamato mezzadria. Alla metà degli anni Sessanta, artisti e scrittori provenienti dal Regno Unito e dal Nord Europa, attratti dall’isolamento e dalla ruvida bellezza della regione, così pregna di storia, cominciarono a comprare e a restaurare le fattorie abbandonate. In un decennio la popolazione straniera aumentò, attratta dai prezzi convenienti e dallo stile di vita semplice. La sua presenza portò prosperità alla regione, rinvigorendo l’industria del vino e dell’olio e fece da catalizzatore alla nascita di una nuova generazione di abili mastri e artigiani che furono impiegati nel rinnovo delle fattorie e nella loro conversione in case di vacanza e riposo. Borro al Fumo e la sua dependence Lo Stallino, fu costruita presumibilmente tra il 1600 ed il 1700 e fu alloggio di generazioni di lavoratori presso le residenze aristocratiche di Brolio e di Ama. La casa fu abbandonata nel 1962 e comprata da mio padre nel 1970. Nei successivi 29 anni egli spese una gran parte del proprio tempo per restaurare le due unità abitative e per creare un bel giardino. Quindi io e mia moglie abbiamo acquisito la proprietà di Borro al Fumo e nel 2006 abbiamo completato il restauro dello Stallino per renderla la casa di vacanze che vedete.